Tra le automobili stradali d'anteguerra a sedici cilindri la Peerless V16 è una delle più sconosciute.
Completata in solo tre esemplari (due con carrozzerie provvisorie scomparsi) e collaudata per pochi chilometri è rimasta "parcheggiata" fino ad oggi in un museo.
I suo contenuti tecnologici sono però veramente elevati: è una delle pochissime auto d'anteguerra realizzate con ampio uso di alluminio e leghe leggere. Anche in questo gli anni trenta hanno da dire molto più di quanto non si creda.
L'unico esemplare di Peerless V16 realizzato. Per una gallery completa vi invitiamo a visitare il seguente indirizzo:
www.vintageweb.net/ccpa/american.htm
Il frontale e la calandra dal disegno estremamente pulito e moderno. Da notare anche i cerchi in lega.
È incredibile a pensarci, ma le più spettacolari e costose automobili statunitensi degli anni trenta sono quelle nate subito dopo il crollo della borsa di Wall-Street nel 1929.
Non c'è dubbio che la crisi economica ed il clima di pessimismo abbiano poi contribuito al fallimento e alla chiusura di molti costruttori, ma resta il fatto che, nonostante tutto, queste automobili sono state concepite, messe su strada ed in alcuni casi prodotte in centinaia di esemplari.
Questa purtroppo non è stata la sorte della Peerless V16, pensata per insediare il dominio di Cadillac e Marmon nel campo dei multicilindrici, ma rimasta allo stadio di prototipo. Il fatto che questo prototipo fosse un capolavoro di ingegneria e che nei pochi chilometri percorsi, si fosse rivelato all'altezza delle aspettative è un'altra storia, ma è proprio quella che interessa a noi.
Uno dei nomi fondamentali nella storia di quest'auto e quello di James Bohannon.
Bohannon divenuto presidente della Peerless Car Motor Company nel 1929, cominciò subito ad interessarsi all'utilizzo dell'alluminio e delle leghe leggere in campo automobilistico.
Decise così di lanciare un programma di sperimentazione per creare un motore multicilindrico ed un'auto di lusso basati sull' uso dell'alluminio.
La cosa più interessante è che il programma venne sviluppato in collaborazione con la Aluminum Company of America di Cleveland, che alcuni anni prima aveva creato (in soli 6 esemplari) un'auto composta all'85% di alluminio. L'auto in questione era la “Pomeroy” progettata dall'omonimo ingegnere inglese Laurence Pomeroy, lo stesso che in futuro avrebbe scritto “la bibbia” delle auto da corsa classiche.
Bohannon, insieme all'ingegnere Stanley R. Thomas, progettò due propulsori: un V12 costruito in un solo esemplare ed un V16, costruito in tre esemplari. Di questi quattro motori solo i tre V16 sarebbero stati montati su prototipi marcianti con carrozzerie provvisorie e solo uno di questi avrebbe ricevuto la carrozzeria definitiva disegnata e realizzata da Murphy: il prototipo in questioine era identificato con la sigla XD3.
Il motore era un sedici cilindri a V di 45° di circa 7400 cc. Che sviluppava una potenza di 173 Cv a 3300 giri. In linea quindi con la cilindrata e la potenza di una Cadillac 452 V16.
Il basamento ed il corpo erano in lega leggera con canne in acciao riportate. Le bielle erano anch'esse in lega leggera con cappelli in acciao. Ma non era finita qui... le testate, i condotti di aspirazione, la campana della frizione e la scatola del cambio erano tutti in lega di alluminio. Straordinario per l'epoca.
Quest'auto poteva forse condividere qualcosa con le concorrenti sul piano motoristico, ma il suo telaio e la sua carrozzeria erano più avanti. Il telaio era costruito con un ampio uso di fogli di alluminio ed aveva circa 360 cm di passo. I tamburi dei freni e la ganasce erano anch'essi in lega leggera così come i cerchi delle ruote, che tra l'altro erano scomponibili. Niente ruote a raggi quindi, ma cerchioni in lega leggera! La Aluminm Company of America aveva già in precedenza esposto quanto vantaggioso fosse l'utilizzo dell'alluminio nei freni e nelle ganasce, che così erano meno soggetti a surriscaldamento e deformazione.
Riflettendo si capisce che un ampio uso della lega leggera su ruote e freni comportava anche una riduzione delle masse non sospese e quindi un comportamento stradale migliore.
La carrozzeria della Peerless V16 venne disegnata da Franklin Hersey e carrozzata da Murphy di Pasadena, uno dei più rinomati carrozzieri statunitensi, famoso tra l'altro per il lavoro svolto su molte Duesenberg. Di sicuro quest'auto era (ed è) anche nell'aspetto diversa dalle sue concorrenti e dalla maggior parte delle grosse berline dell'epoca. Il frontale particolarmente filante presentava una calandra di grande pulizia ed eleganza e le porte erano ricurve nella parte superiore in modo da comprendere parte del tetto e facilitare ulteriormente l'accesso all'abitacolo una volta aperte.
Ma l'aspetto più rilevante era dato dal peso estremamente ridotto: l'auto completa pesava circa 1800 Kg. contro gli oltre 2600 Kg di una Cadillac V16 con carrozzeria equivalente.
Una specie di Audi A8 ante litteram?
Si potrebbe dire proprio di sì.
Una volta carrozzata la XD3 venne riportata
in fabbrica a Cleveland. Durante il viaggio di collaudo fu registrata una velocità di oltre 160 Km/h contro i 150 km/h di velocità massima stimati in precedenza.
In seguito J. Bohannon avrebbe donato l'auto al Thompson Products Museum (trasformato poi in Crowford Auto-Aviation Museum) dove è rimasta fino ai giorni nostri.
Intanto, mentre la V16 faceva ritorno in fabbrica il destino della Peerless Motor Car Company era già deciso. Nel 1934 la fabbrica di auto avrebbe chiuso per far spazio alla nuova Peerless Corporation e ad uno stabilimento per la produzione di birra...
M.R.