La Motorstorica di Brescia è una bella realtà dell'automobilismo storico, che si occupa di ricerca e restauro. I suoi gioielli sono prevalentemente auto da corsa inglesi e francesi, molte delle quali del periodo anteguerra.
Noi, grazie alla cortesia del suo responsabile, Max Bontempi, abbiamo fotografato due delle acquisizioni di Motorstorica. Una MG Magnette ed una Talbot 90.
Le auto raffiguarate sono in vendita, per informazioni potete contattare:
La MBM Motorstorica, nata all’inizio del 2004, è la realizzazione del sogno di Max Bontempi, un grande appassionato di auto che ha deciso di dedicare il suo tempo a coloro che “interpretano il collezionismo motoristico d’epoca come un ambiente unico ed affascinante”. Qui le auto d'epoca scendono dal piedistallo per andare su strada ed in pista. Il sogno si fa realtà e si può assaporare il fascino della competizione; il rombo di un motore degli anni trenta sovralimentato con compressore; l'odore del carburante...
Noi di Cromoclassico abbiamo visitato Motorstorica a Brescia, la città della mitica Mille Miglia, e pubblichiamo una galleria di immagini dedicata a due piccoli capolavori che sicuramente faranno battere il cuore agli appassionati dell'automobilismo storico. La Talbot 90 Sport e la MG Magnette.
Il modello fotografato è stato immatricolato per la prima volta il 06.12.1933 con targa AGY 390 e telaio n. AW 33651. Ha un motore a 6 cilindri in linea di 2366 cc. e un cambio a quattro marce al volante con preselettore "Talbot".
Benchè siano in molti a credere che l'esordio di questa marca inglese nelle competizioni internazionali fosse corrisposto con i successi delle potentissime Talbot 105, di fatto fu la 90 Sport che decretò, sin dai primi anni trenta, la natura competitiva di queste grosse ma agili quattro posti (nell'esemplare fotografato i due posti posteriori sono nascosti dal telo di copertura).
Un altro errore ricorrente è quello di pensare che Talbot fosse un marchio francese, dimenticando l'ingegno e la creatività di Mr. Clement Talbot, che produsse queste splendide automobili dal 1903 sino al 1938, quando l'azienda di South Kensington passò di mano, diventando a tutti gli effetti francese.
Dopo che l'azienda, ben avviata nel corso di tutti gli anni venti con lo sviluppo di ottime ed affidabili motorizzazioni e l'applicazione di importanti novità tecnologiche (tra cui le prime ruote a raggi ed i cambi con preselettore brevettati da Clement Talbot) si fece conoscere per l'esclusività della propria produzione, nel 1930 venne lanciato il modello 90, che, costruito in soli 216 esemplari fino al 1933, poteva essere acquistato nelle versioni Berlina, Tourer, Spider e Sport.
In virtù di un motore moderno, potente e capace di ben 140 cavalli nella versione da competizione, circa una dozzina di esemplari venne impiegata per partecipare alle più importanti gare dell'epoca, tra cui la Mille Miglia del 1932, nella quale l'equipaggio composto da Lewis e Barnard si classificò venticinquesimo assoluto.
Ma il vero successo internazionale di questo modello venne decretato dal Team della Scuderia Fox & Nicholl di Tolworth, Surrey, che, con tre delle sue vetture nella caratteristica livrea bicolore verde, giunse al terzo e quarto posto a Le Mans nel 1930, ed ai primi tre posti del Tourist Trophy e della "500 Miglia "di Brooklands.
La MG K3 Magnette, costruita in poco più di trenta esemplari, è una delle più famose auto da corsa inglesi d'anteguerra e la prima vittoriosa MG a sei cilindri.
La prima apparizione della Magnette fu al Rally di Montecarlo del 1933, ma il primo successo sportivo questo modello lo ebbe alla Mille Miglia dello stesso anno, dove delle tre iscritte due sarebbero giunte al traguardo aggiudicandosi i primi posti della loro categoria.
In seguito l'auto registrò anche un successo alla Coppa Acerbo, attirando l'attenzione di Tazio Nuvolari. Questi avrebbe in seguito vinto il Tourist Trophy proprio alla guida di una Magnette, effettuando tra l'altro vari record del giro.
La macchina qui raffigurata è dotata di una carrozzeria tipo "Tourist Trophy", interamente in alluminio. Il suo motore è derivato da un sei cilindri in linea Woseley Hornet. La cilindrata è di 1271 cc. L'auto è dotata di un cambio a quattro marce con preselettore Wilson. Le testate sono di tipo “cross-flow” ed il tutto è sovralimentato tramite un compressore "Roots" tipo K200 che aspira la miscela da un carburatore SU e la spinge verso il condotto di alimentazione che si trova sul lato destro del motore. Lo scarico, posto sul lato sinistro, è un vistoso "sei in uno" che uscendo dal cofano si distende lungo la fiancata.
Da notare la posizione particolare del compressore e del carburatore: questi si trovano nel vano compreso tra l'abitacolo ed il motore, al quale si accede svitando un coperchio.
La disposizione sembrerà insolita soprattutto se si pensa ai più famosi compressori delle Bentley (vistosissimi) o delle Mercedes, posti sulla parte anteriore del motore, oppure a quelli delle Alfa e delle Bugatti, posizionati lateralmente.
Una volta aperti il vano motore e il vano compressore si ci rende conto che l'auto è costruita attorno al suo propulsore il quale occupa gran parte del volume interno; in più la coda posteriore è quasi interamente occupata dai due serbatoi.
Si tratta di una macchina da corsa senza compromessi, destinata a piloti ed intenditori che, correndo in pista, possono godere della sua accelerazione folgorante e della sua tenuta di strada che è letteralmente impressionante. L'auto, nota per aver corso e vinto sui circuiti di tutta Europa, è stata completamente ricostruita nel 1989 ed è dotata di documenti originali inglesi, della Fiche FIA e del passaporto FIVA.