La Lincoln è da sempre stata considerata la prima rivale della Cadillac, con la quale dagli anni cinquanta si è divisa il mercato delle auto di lusso made in USA.
Quando le auto europee non si erano ancora imposte nel mercato statunitense, l'acquisto di una Lincoln non era un ripiego, ma la vera alternativa di classe alla più conosciuta ed inflazionata rivale.
Oggi, facendo un giro negli Stati Uniti, si possono vedere moltissime limousine allungate ed è interessante notare che quasi tutte sono delle Lincoln.
Il nome Lincoln è vicino a quello Cadillac più di quanto si possa pensare. Può sembrare strano, ma queste due case automobilistiche sono state praticamente fondate dalla stessa persona, Henry Martin Leland.
Leland fonda la Cadillac nel 1902, la quale passa in seguito sotto il controllo della General Motors. Quando allo scoppiare della prima guerra mondiale il governo americano chiede aiuto a vari costruttori per la produzione di motori aeronautici, Leland accetta la commessa; ma il direttore della General Motors, per motivazioni pacifiste, rifiuta di finanziare questa produzione ed entra in contrasto con Leland (sarà stato solo quello il motivo?). Quest’ultimo, risoluto nella sua scelta, decide di abbandonare la guida della Cadillac per creare una nuova ditta dedita alla costruzione di motori aerei. Nasce allora la Lincoln Motor Company, chiamata così in onore del famoso presidente.
La Lincoln produce i motori aerei Liberty ed alla fine della guerra si converte, guarda caso, alla produzione di automobili. In seguito la Lincoln passerà al gruppo Ford divenendone la marca di maggior prestigio e finendo quindi per rivaleggiare con la Cadillac, marchio di prestigio della GM.
Nata per volontà di Edsel Ford la Continental doveva racchiudere in sé i concetti di bellezza, tecnologia e dinamicità che le migliori auto del continente europeo (le auto “continentali” appunto) ispiravano a Edsel. Senza dubbio egli ha raggiunto il suo scopo, perché, anche se può non piacere a tutti, la Continental è comunque un’auto riuscita, che all’epoca vantava ben poche concorrenti in termini di design, raffinatezza e qualità costruttiva. Un vero successo.
La prima Lincoln continental è del 1940. Questa disponeva di un motore V12 di 4785 cc. Nel 1946 dopo la pausa bellica nacque la seconda versione, che ha praticamente consacrato il nome Continental nella storia dell’auto, perché? Vi basti sapere che uno dei più grandi architetti mai esistiti, Frank Lloyd Wright, la definì come la più elegante automobile fino ad allora costruita; mentre nel 1951 fu prescelta tra le otto vetture “opera d’arte” degne di entrare al Museum of Moderm Art di New York.
Quest’auto era costruita con una tale cura che, nonostante il prezzo di vendita di 4500 dollari (negli anni quaranta!), la casa perdeva circa 600 dollari per ogni vettura consegnata.
Il nome Continental entra quindi a far parte degli “status symbol” più quotati negli Stati Uniti e l’avversaria Cadillac non potrà non tenerne conto. D'altronde si sa che una sana concorrenza porta ad un miglioramento continuo dei prodotti; come infatti è avvenuto per le due case automobilistiche più prestigiose d’America e come avviene a tutt’oggi per due costruttori di riferimento quali Mercedes e BMW.
Negli anni cinquanta alla Lincoln si capì che per mantenere alto il prestigio della casa e contrastare il domino Cadillac nel campo delle auto di lusso, era necessario costruire una nuova Continental: un coupè di altissimo livello che rappresentasse la massima espressione della “personal car”. Così nel 1955 nasce la Continental MKII…
Quando l’orgoglio e il desiderio di creare qualcosa di eccezionale superano le volgari esigenze di mercato, allora nascono automobili come questa.
Si è calcolato che la Ford perdesse circa 1000 dollari per ogni auto costruita, nonostante il prezzo di vendita fosse elevatissimo, 10.000 dollari (tre volte e mezzo quello di una Porsche 356). Le ragioni sono semplici: la Continental del 1955 era costruita secondo standard qualitativi elevatissimi, senza compromessi.
I motori ad esempio venivano selezionati tra quelli che dovevano equipaggiare le più “comuni” Capri e Premiere secondo un procedimento insolito ma ammirevole: tra i motori collaudati al banco si sceglievano solo quelli che davano i risultati migliori; questi venivano poi completamente smontati, bilanciati, controllati e in fine riassemblati.
Tutte le carrozzerie venivano montate “al grezzo”, per verificarne il perfetto assemblaggio, poi smontate per verniciare perfettamente ogni singolo pannello ed in fine rimontate. Venivano tra l’altro applicati tre strati di vernice.
Gli interni erano tutti in raffinata pelle di vitello, che veniva fatta arrivare dall'Inghilterra; l'assemblaggio degli interni era molto curato in alcuni dettagli quasi maniacale: ad esempio le viti che circondavano il telaio del parabrezza, venivano avvitate in modo da avere il taglio di ognuna allineato con le altre.
Quest'auto è stata prodotta
in soli 3000 esemplari.
Oggi è ricercatissima dai collezionisti poiché viene considerata una delle migliori automobili di lusso del dopoguerra.
Con un disegno pulito e lineare, le fiancate piatte ed il frontale privo di sporgenze vistose, la Continental del 61 era fin troppo sobria rispetto alla sua diretta concorrente dell’epoca.
Il successo comunque fu grande: furono vendute decine di migliaia di esemplari tra sedan e convertible, le due opzioni disponibili.
Entrambe le due versioni sono a quattro porte; questo vuol dire che la convertible era in pratica una berlina quattro porte cabriolet.
La qualità costruttiva di questa serie pur non raggiungendo i livelli dell’eccezionale MKII, era comunque molto elevata, ben sopra la media.
Sia le sedan che le convertible, prima di uscire di fabbrica, erano soggette ad una serie di rigorosi controlli: ogni auto veniva sottoposta ad una “doccia” di tre minuti, sotto getti ad altra pressione, per verificare la perfetta tenuta delle guarnizioni di battuta di porte e finestrini.
Nell’olio motore veniva disciolta una particolare sostanza fluorescente, per verificare che, dopo i collaudi, non vi fosse la minima perdita di olio dal sottoscocca, il quale veniva “scansionato” da un apposito fascio luminoso. Ogni auto era garantita per due anni, o 24000 miglia (circa 38000 Km), quando nell’industria lo standard era di 90 giorni e 4000 miglia.
Forse non tutti hanno idea di cosa voglia dire costruire una cabriolet a quattro porte (con apertura centrale), senza montante, con le guarnizioni di battuta dei finestrini perfettamente accostate e a tenuta d’acqua. A titolo d’informazione, quando la Jaguar tolse per la prima volta il montante centrale dai suoi coupè XJC, fu un disastro.
Ma c’è dell’altro: sulla Continental la capote è a scomparsa totale, con un dispositivo di apertura completamente motorizzato; l'intera capote viene infatti alloggiata sotto il bagagliaio che si apre automaticamente. Tutto il meccanismo consta di ben 11 motori. E per finire una raffinatezza da applauso: i finestrini posteriori si abbassano automaticamente, di qualche centimetro, all’apertura delle porte e tornano in sede dopo la chiusura! Infatti, per garantire la tenuta, questi sono accostati internamente alla capote. Trent'anni in anticipo sulle più raffinate realizzazioni europee.
Ormai affermato, il nome Continental continua a ad avere un grande successo durante tutti gli anni sessanta e settanta, rubando una buona fetta di mercato all’avversaria di sempre, la Cadillac.
Il restiling del 66 si rivela eccellente, perché conferisce all’auto una linea più sinuosa ed elegante, senza tuttavia intaccarne la sobrietà complessiva.
Tra i normali modelli Continental dal 68 in poi, non figura più la versione cabriolet: queste sono sostanzialmente berline a due o quattro porte interessanti, ma di valore inferiore rispetto alla coupè Mark III del 68-71.
La Continental MK III del 1968 è probabilmente la Lincoln più conosciuta, anche dai meno esperti. La linea particolarmente elegante ed il famoso portabagagli sagomato per la ruota di scorta, hanno fatto storia. Nel film “Il braccio violento della legge” del 1972 (con uno splendido Gene Hackman) l’MKIII fa un’apparizione di notevole importanza, tanto che potrebbe essere annoverata tra i protagonisti.
Nata per fare concorrenza alla Cadillac Eldorado del 67, l’MKIII si è dimostrata un’ottima rivale puntando soprattutto sulla qualità delle finiture interne e sulla tradizionale affidabilità, assicurata dal nome Continental, grazie anche ad un’impostazione classica (trazione posteriore). Proprio su questi due punti l’MKIII si rivela superiore all’avversaria, che dalla sua vanta invece l’innovativa trazione anteriore ed un comportamento su strada complessivamente migliore.
Per dovere di cronaca bisogna precisare che in precedenza c’era stata un’altra MKIII: quella prodotta nel 1958. Non l’abbiamo esaminata in quanto meno interessante rispetto agli altri modelli.