La Ottovù Vignale

La "ottovù". La mitica Fiat "8V" è senza dubbio una delle auto più affascinanti della casa torinese. Un motore di prestigio in un'auto di classe elevata. Molti grandi carrozzieri si sono presi la briga di vestirla e tra questi anche Vignale.
L'auto di questa pagina è proprio uno dei pochissimi modelli di Vignale.

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Il restauro, operato dalla "Storicar" di Brescia, l'ha riportata all'originario slendore, recuperando soprattutto i faretti posteriori incassati che nella metà degli anni cinquanta, per via della legislazione, erano stati sostituiti con dei banali guppi ottici verticali posti su delle "pinne" più accentuate. Ringraziamo la "Storicar" per la disponibilità ed il materiale fornito.

La Fiat “8V” nasce nel 1952 da un progetto dell'ingegner Giacosa. Il suo motore è preso da un precedente progetto di Giacosa per una coupè che doveva derivare dalla Fiat 1400: ha una cilindrata di 2000 cc., sviluppa 105 Cv a 6000 giri/min con un sistema di distribuzione ad aste e bilancieri.
Alla sua nascita l'otto cilindri venne posto su un telaio a tralicci con sopensioni indipendenti ed il tutto fu racchiuso nell'originale carrozzeria disegnata da Fabio Luigi Rapi, prodotta in serie limitata nel reparto “Carrozzerie Speciali” della casa torinese. In seguito altri carrozzieri come Zagato, Vignale o Ghia avrebbero lavorato su telai 8V, realizzando una serie di piccoli capolavori che hanno arricchito il prestigio e la fama di questo modello.
Si pensi alla spettacolare “Supersonic” di Ghia, ritrovata anche al concorso di Pebble Beach 2005, o ai pochissimi esemplari carrozzati da Vignale uno dei quali, restaurato poco tempo fa, è visibile in questa pagina nella sua livrea bicolore.
In tutto sono stati realizzati solo 114 esemplari di “8V”.

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